Il regalo

Maria apre la porta nell’esatto momento in cui l’uomo all’esterno sta per infilare la chiave nella serratura. Così sia l’uomo sia la chiave restano immobili, colti di sorpresa, mentre al contrario la catenella che per anni ha tenuto il piccolo oggetto di metallo al sicuro attorno al collo continua a ondeggiare lentamente. All’uomo non resta che sorridere con la malizia e la sfacciataggine cui è avvezzo. Con la sinistra sfila il berretto sportivo e accenna un piccolo saluto chinando il capo mentre con un movimento repentino della destra fa sparire chiave e catenella nel palmo della mano. “Oh.” Si sorprende … Continua a leggere Il regalo

Natale Operaio

«Cerco una botola. Da tutta la vita. Una botola che mi faccia entrare. Una botola che mi faccia uscire. Non chiedo rinvii o sconti di pena. Voglio solo cambiare strada. Dileguarmi su altre vie che non conosco. Ero un netturbino un giorno o forse ero un poeta. Non lo ricordo più. E quel che è peggio non ricordo più da dove provengo. Mi sono mescolato col cemento di questi palazzoni grigi che sembrano topi giganteschi. Cerco una botola. Una via di fuga. Anzi no. Cerco una nuova prospettiva. Ero un fornaio un tempo e poi un politicante. Mi sono fermato, … Continua a leggere Natale Operaio

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale. Come stai, lassù al Polo Nord? I tuoi elfi? Le renne? La Signora Babbo Natale è in salute? Sono stata buona quest’anno. Mi sono impegnata, ho chinato la testa e drizzato la schiena, lavorato e corso, ho sudato e affrontato ogni sacrificio con un sorriso, tenendo dentro gli sbuffi di impazienza e di noia. Ho chiuso la rabbia in una cassa e nascosto per bene la chiave. Sono stata buona, obbediente, operosa, ho messo tutto e tutti avanti a me stessa, ci sono sempre stata. Io c’ero, in ogni momento, in ogni occasione. Non mi sono mai … Continua a leggere Caro Babbo Natale

Incubo di una notte di mezz’autunno

Stamattina il sole è prepotente. Invade le fronde gialle del grande acero che guarda la mia sciocca sagoma prepararsi per andare a lavorare. Giornata d’autunno che sembra primavera. La maglia gialla che mi hanno dato in dotazione, scintilla alla luce vivida, nell’aria che sa di uva passa e castagne. Sono quasi pronto. Infilo le scarpe di sicurezza e bevo l’ultimo goccio di caffè ancora tiepido che mi sono lasciato di proposito dopo pranzo. Io pranzo alle 11,30 e alle 13,15 sono già fuori. La mia auto, un pick up Skoda di terza mano, è parcheggiata al solito posto, dove non … Continua a leggere Incubo di una notte di mezz’autunno