La risposta

L’ultimo odore che ricordo è quello pregnante del fango.
L’ultimo colore che ricordo è il verde brillante dell’erba bagnata oltre il marrone della trincea.
L’ultimo suono che ricordo è la tua voce nell’auricolare che dice di amarmi e di essere prudente.
L’ultimo contatto fisico, quello con il freddo metallo del fucile e la calda onda d’urto dell’esplosione.

Ora è tutto buio. Nero profondo. Forse sono morto. Credo di essere morto. Non succede nulla.
Però penso, ricordo, quindi esisto. Ma non sento dolore, freddo, caldo. Non sento niente, neanche paura. Il tempo scorre o forse no. Mi annoio.
Aspetto di vedere la classica luce in fondo al tunnel, e nell’esatto momento in cui ci penso, la vedo. Un puntino luminoso e fermo. Voglio avvicinarmi. Si avvicina. O forse sono io a farlo. Il risultato non cambia.
Entro nella luce. Esco da una stella. Un sole. Il mio Sole.
L’universo mi avvolge, infinito, ineluttabile, spaventosamente vuoto e affollato da corpi celesti.
Voglio vedere la Terra. Naturalmente, eccola lì.
Prima un puntino luminoso lontano. Un istante e occupa tutto lo spazio.
Capisco di poter arrivare ovunque.
So di poter vedere qualsiasi cosa.
So di voler vedere solo una cosa.
Tu.
Sei di fronte a me.
Stai piangendo, sei bellissima.
Entro in te. Posso farlo e lo faccio. So che mi senti anche se non mi comprendi.
Avverto che ti stai rasserenando.
Guardo con i tuoi occhi.
Mi vedo, steso su un letto d’ospedale, irriconoscibile, dilaniato dalle schegge.
Mi tieni una mano, l’unica rimasta. La stringi così forte.
Vedo i cavi, i tubi, i macchinari che tengono vivo il mio involucro. Sento una voce gentile e comprensiva dirti che qualcun altro ne ha più bisogno di me.
Vedo il robot medico al tuo fianco, al mio fianco. Sul suo touch screen la domanda.
Solo tu, amore mio, puoi dare la risposta.
La tua mano si avvicina allo schermo, lenta e inesorabile.
No.
Rispondi NO.
Risp

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3 pensieri su “La risposta

  1. sai cosa mi piace? L’indeterminatezza dello spazio e del tempo… c’è come una tessera che, volutamente, non si incasella perfettamente. La trincea: che ne so, mi fa venire in mente il Vietnam, la prima guerra mondiale… Il robot e il touch screen… domani, dopodomani, tra cento anni? ecco, questo dubbio, questo “ma dove siamo?” mi piace assai.

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