L’App

Il tram riparte a scatti dopo ogni fermata. È uno di quelli vecchi, recuperati e restaurati, di quella linea che attraversa il centro, che si riempie di turisti caricati come sherpa e cittadini che rientrano a casa piegati sui cellulari. Magda fa parte della seconda categoria.
A causa dell’ennesimo strappo in partenza il cellulare le scivola di mano e rimbalza sul tavolato in legno del pavimento, perdendosi nella selva di piedi di chi non è riuscito a trovare posto a sedere. Per recuperarlo Magda è costretta ad alzarsi e farsi strada nella piccola folla per niente collaborativa. Un ragazzo le frega immediatamente il posto battendo sul tempo un’anziana dai riflessi appannati ma dal turpiloquio lucidissimo. Stordito da cuffie enormi il ragazzo non fa una piega, mantenendo un’espressione fissa che non lascia trapelare nessuna speranza di dialogo.
Aver perso il posto è solo l’ennesimo tassello negativo di una giornata schifosa per Magda, che recuperato il telefono cerca almeno di trovare appoggio contro l’obliteratrice, finalmente felice d’avere ancora uno scopo nell’universo, visto che nessuno più la utilizza.
Altra fermata, altra partenza. I passeggeri ondeggiano creando un’ola involontaria. Leggere l’ultimo libro di Fabio Volo diventa faticoso invece che rilassante, tanto vale buttare l’occhio su Instagram. Tra amici che pubblicano tramonti, VIP che raccontano le loro giornate da vip, perfetti sconosciuti che fotografano specchi e Fabio Volo che presenta una serie tv, ogni tanto si intrufola la pubblicità di una nuova app. Una di queste incuriosisce Magda, che ne legge i dettagli, la scarica.

“Allora, come è andata con la iena oggi?”
Magda abbandona i piatti nel lavello, decisa a dargli la possibilità di lavarsi da soli, una volta tanto, e raggiunge Gabriele sul divano, mentre cerca invano parole educate per rispondere alla domanda. “Mi ha fatto incazzare come al solito, la stronza.”
Lui l’accoglie in un abbraccio, accende la tv e inizia a fare zapping. “Dovresti cambiare lavoro.”
“Già, come se fosse facile. Il problema è che intanto accumulo tanto di quello stress…”
Lo zapping si interrompe su un talk show in cui Fabio Volo sta presentando il suo ultimo capolavoro. Gabriele lo indica. “Non è il libro che stai leggendo tu?”
Lei annuisce, cerca di ascoltare qualche parola dell’intervista ma i pensieri tornano ossessivamente alla sua capoufficio e all’idea che l’indomani potrebbe anche darsi malata. Mentre fantastica a quale esotica malattia tropicale attribuire la sua assenza dal lavoro, le palpebre si fanno pesanti e immagini di scrivanie mordaci e colleghi inchiodati a croci rovesciate si mescolano alla voce di Fabio Volo. Tutto viene risucchiato all’improvviso dal suono inusuale emesso dal cellulare.
“Cos’è?” Chiede il compagno.
“Oh… una nuova applicazione che ho tirato giù prima… mentre tornavo a casa. Promette di scaricare tensioni e negatività. Ha completato il download.”
“Ottimo,” commenta lui, cambiando canale e trovando la replica di un film con protagonista Fabio Volo, “e come funziona?”
Lei indugia nel rispondere, distratta e incuriosita dalle schermate che si susseguono sul piccolo schermo del telefono mentre lui ride per una battuta del film. “Lo sto scoprendo ora.” Risponde infine, liberandosi dall’abbraccio per poter avere entrambe le mani libere.

La sveglia del mattino le regala un risveglio tanto improvviso quanto sereno.
Scivola fuori dal letto con un’energia che non provava da tempo. Perfino l’idea di recarsi al lavoro non l’opprime come il giorno prima. I promessi benefici antistress dell’applicazione si sono rivelati fondati.
Gabriele l’attende in cucina, con un’espressione strana dipinta sul volto e un toast semi carbonizzato tra le mani. “Magda?”
“Sì caro?” Occhi spalancati di allegria.
“Che hai combinato stanotte?” Sguardo preoccupato.
“Stanotte? Ho dormito. E bene anche.” Occhiolino complice.
“Intendo dire prima di venire a letto.” Roteando piano una mano.
Lei inizia a spalmare marmellata su una fetta biscottata. “Oh, sono rimasta a giocare con quell’app di cui ti dicevo, sai l’antistress. Funziona benissimo. In pratica ti chiede di focalizzare il motivo dei tuoi problemi. E io naturalmente ho indicato la stronza. Devi taggare i suoi e i tuoi profili social e tutto il resto, sai per le foto, poi il programma crea degli avatar, ti metti gli occhiali 3D e, cavolo, lì mi sono divertita a torturarla e ucciderla nei modi più dolorosi possibili. Alla fine ti chiede se vuoi salvare tutto in un video che puoi rivedere. Troppo forte. Non mi sono mai sentita meglio.”
Gabriele lascia cadere il toast, improvvisamente impallidito, poi indica il televisore a parete acceso e sintonizzato sul canale All News e con un gesto della mano ne riattiva il volume.
“Hey,” esclama la donna, “quello è il mio video! Che ci fa in tivù?”
Il video arriva all’ultimo fotogramma che mostra una donna fatta a pezzi e disseminata un po’ ovunque nella sua cucina, poi ricomincia riducendosi a un quarto dello schermo e lasciando spazio a una giornalista trafelata che prende la linea dalla postazione improvvisata dietro a un cordone di auto della polizia.
“Ecco, quello che avete appena visto è il video che mostra l’assassinio di Giovanna Ronchi per mano di una sua collega, Magda Pirozzi. Sembra che tra la vittima e la sua carnefice vi fossero gravi problemi sul posto di lavoro, ma certo questo non giustifica l’efferata violenza con cui è stato compiuto l’omicidio. Ricordiamo che il corpo è stato ritrovato questa mattina dalla donna delle pulizie. Ci troviamo ora sotto il palazzo dove l’omicida vive col suo compagno, tale Gabriele Ratti, che si ritiene abbia avuto un ruolo attivo nella ripresa del filmato, poi messo su youtube dalla stessa Magda.”
La porta dell’appartamento si spalanca con un botto e poliziotti armati irrompono all’interno nell’esatto momento in cui la fetta biscottata cade sul pavimento, ovviamente dalla parte della marmellata, mentre in tv Fabio Volo pubblicizza una nuova auto.

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6 pensieri su “L’App

  1. In effetti continuo a chiedermi se l’elemento “horror” principale sia il monopolio mondiale di Volo o l’app che fa da motore all’azione… Scherzi a parte anche a me è piaciuto molto e sono davvero contento di vedere che i miei consigli ti siano stati d’aiuto!
    Mi ha divertito parecchio il ripetersi martellante, quasi incessante, del nome del noto scrittore e mi è piaciuta anche la tua capacità di celare, dietro questi piccoli e buffi intermezzi, il proseguimento dell’azione senza che essa si ritrovasse nascosta da questi momenti più leggeri.
    Poi la cosa che per me rende questo testo un “documento” è che, dati i numerosi riferimenti al mondo di oggi (fra le app, i comportamenti sociali, ecc…), sarebbe curioso rileggerlo fra cinquant’anni per studiare come certi atteggiamenti siano evoluti in (mi auguro) positivo o negativo.
    Grande Walter, complimenti ancora!

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  2. l’anziana con “riflessi appannati ma turpiloquio lucidissimo” buca il monitor e m’ha fatto ghignare di gusto. gli elementi orrorifici sono molteplici (alcuni davvero terrificanti), su tutti Fabio Volo, l’obliteratrice mummificata, il televisore a parete e, ovviamente, gli iPhone e le App pronti a risolvere i casini della vita.
    nello specifico, immagino ulteriori sviluppi nel finale, con Magda che s’affretta a scaricare la nuova app, iSognatotutto per scampare all’ergastolo
    : )

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