Virtual Park

Verso
ancora un dito di me
in occhi e sguardi
che non sanno più
Non guardano
non vedono
non sentono
Sprecato ormai
anche questo poco
Non vale più
perdersi negli altri
attutire dolori ed illusioni
Ed in me si sta attutendo
la voglia di ascoltare
Troppe inutili parole
ridondanti ritornelli
marea inarrestabile
di solitudini mostrate
esibite come drammi
reali o inventate
per trovare ancora
altre inutili parole
a colmare vuoti
recitati per un pubblico
quasi sempre assente
che non ascolta più
E’ solo squallido teatro
Vite lanciate
in una centrifuga impazzita
che non si ferma mai
sciacqua e risciacqua
a ritmo continuo
Mi chiamo fuori dalla giostra
che girerà anche senza me
Ancora ho bisogno
d’anime vive
Sempre che
questo enorme luna park
non abbia inghiottito
quel poco che ancora resta
d’una realtà dimenticata

© 2017 Daniele “Nani” Cerva

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