Verecondia: una visione

Quando tenebra e cuore si congiungono…

Un’icona soave

di donna

mi apparve

di notte,

irrequieto.

 

Verecondia era

il suo nome,

da cui un presagio

che seppi ridire

in un momento più desto.

 

Si aggirava

tra fitti alberi

di un fitto bosco,

io ero al di fuori

ancora più incerto.

 

Sembianze di spettro

eran le sue,

materia labile

al fragile tatto

di uno più incerto.

 

Solo poi tutto

fu chiaro

quand’ella

parole diceva

al suono più fioche.

 

Ed io questo

in grado di cogliere:

“Non ora è il tempo

di unirci, non ora

il tempo di dirci”

 

“Non ora mi vedrai

laddove cercano

in pochi sicuri

di quello che vogliono,

non ora è il momento”.

 

Detto questo

si dissolse,

come flebile mano

troppo lontana

per essere presa.

                                      Lorenzo De Luca

 

 

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4 pensieri su “Verecondia: una visione

    1. Che malizioso! ;P
      Potresti pensare anche a “è presto per innamorarsi”, “è presto per vedermi nuda, sei troppo piccolo”, e chissà quanto altro… Il bello della lingua italiana è proprio il suo alto tasso di polisemie (senza contare il significato attribuito dal suo autore). 😉

      Piace a 1 persona

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